Dopo il golpe bianco in Brasile, che ha visto una destra nostalgica della dittatura militare imporsi – almeno per ora – sulla presidente democraticamente eletta Dilma Rousseff e il recentissimo assassinio di un viceministro in Bolivia, si prospetta una situazione di forte instabilità anche nella Repubblica Bolivariana del Venezuela. L’imperialismo statunitense è più che mai attivo per riportare alla subalternità l’America latina e impedirne il processo di integrazione economica e politica.

Il prossimo 1° settembre si svolgerà a Caracas una manifestazione indetta dall’opposizione contro il governo legittimo del presidente Nicolas Maduro. Al di là dell’immagine pacifica che i promotori vogliono trasmettere di sé, è evidente l’intento eversivo della stessa: vi sono tutti gli elementi per prevedere che la manifestazione debba degenerare nella violenza, così da creare il pretesto per scatenare quella che potrebbe diventare una guerra civile o per giustificare un intervento estero che metta fine all’esperienza della Rivoluzione Bolivariana con la scusa dei diritti umani. Non a caso le forze di polizia venezuelane hanno già individuato alcuni provocatori che stavano progettando degli “incidenti”.

Condannando il golpismo e le continue provocazioni ai danni dell’unità e della sovranità nazionale dei paesi che si rendono indipendenti dal dominio imperialista, dal Ticino intendiamo ribadire la nostra solidarietà al processo rivoluzionario venezuelano e al suo legittimo governo: prima l’oligarchia ha iniziato una guerra psicologica, poi ha continuato con la guerra economica nel tentativo di affamare la popolazione, e ora si prepara direttamente al golpe.

 hands off venezuela

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