Pence, promuovono apertamente il colpo di Stato in Venezuela. Pretendono di legittimare un figuro come Juan Guaidò, mai eletto dal popolo, come presidente di transizione. Il tutto accompagnato, ancora una volta, da scenari di violenza organizzati da gruppi fascisti appoggiati dagli Stati Uniti, da appelli ai militari a rompere la legalità costituzionale e dai servitori del Gruppo di Lima che vanno in giro a parlare di Venezuela per nascondere le proprie realtà. E tutto viene amplificato dall'apparato mediatico delle grandi imprese. Non possiamo far finta di non vedere e ci ricorda le guarimbas del 2014 e, più di recente, quelle del 2017 la cui vittima principale fu il popolo venezuelano (morti, feriti, blocchi stradali, istituzioni pubbliche, università, asili nido, mezzi di trasporto, spazi culturali dati alle fiamme; blocco del rifornimento di alimenti, medicinali, possibilità di disporre del denaro depositato presso le banche, servizi pubblici; ed altro). Nuovamente tentano di portare il Venezuela in uno scenario di tensione e di scontro senza tenere conto del popolo, della democrazia o della libertà perché altri sono gli interessi in gioco e non possiamo tacere di fronte a ciò.                                                                                                                                                                                Per tali motivi la Rete Europea di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana torna a denunciare le manovre statunitensi e gli appelli al colpo di Stato, nonché l'insistenza dell'Unione europea che continua a parlare della necessità di "elezioni libere" quando il popolo venezuelano ha deciso, lo scorso 20 maggio 2018, eleggendo Nicolas Maduro come legittimo presidente costituzionale.                                                                                                                                                               Al tempo stesso, le più di 80 organizzazioni che fanno parte della Rete esigono che qualsiasi "gruppo di contatto" che  sia deliberato all'interno dell'Unione europea debba limitarsi ad accompagnare il popolo venezolano in un processo di pace e dialogo, rispettandone  le scelte e le azioni e misure che solo i Venezuelani hanno diritto a decidere nel quadro del proprio ordinamento. Per questo, rigettiamo l'ingerenza imperialista ed esigiamo il rispetto della sovranità del popolo venezuelano, manifestando oggi, 23 gennaio, in difesa del Venezuela bolivariano.

Rete Europea di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana

Bruxelles 23 gennaio 2019