L’Associazione ALBA SUIZA sorta del 2013 nel canton Ticino ma attivo sul piano nazionale come organizzazione di solidarietà fra Svizzera e i paesi latinoamericani vicini al processo bolivariano guidato dal Venezuela ha scritto una lettera ai mass-media elvetici in cui si perora la causa di un’informazione di qualità e obiettiva sulla situazione nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, contestando il fatto che nei media svizzeri si dà voce quasi solamente alla versione dei fatti “difesa dalla destra e l’estrema destra venezuelana e statunitense. È una vostra scelta editoriale, che ha senza dubbio le proprie ragioni. Per far sì che le lettrici e i lettori possano però farsi la loro propria idea sul conflitto in corso nel paese, noi crediamo che sia necessario che diate anche uno spazio all’altro punto di vista, alla versione della storia di quelli che difendono il rispetto del diritto internazionale e della sovranità dei popoli e dei loro Stati”.

Nella missiva si fa riferimento al rapporto pubblicato recentemente negli Stati Uniti dal “Center for Economic and Policy Research (CEPR)” e intitolato “Economic Sanctions as Collective Punishment: The Case of Venezuela”, redatto dai due eminenti economisti, Mark Weisbrot, co-direttore del CEPR e Jeffrey Sachs, direttore del “Center for Sustainable Developement” all’Università Colombia e consulente speciale del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.

Secondo questi autori, le sanzioni economiche messe in atto dagli Stati Uniti hanno ridotto l’apporto calorico della popolazione venezuelana, hanno aumentato le malattie e la mortalità di adulti e bambini e hanno provocato l’esodo di milioni di venezuelani obbligati a lasciare il loro Paese a causa del deteriorarsi della crisi economica e dell’iperinflazione. Le sanzioni hanno amplificato la crisi economica in Venezuela e hanno reso quasi impossibile la stabilizzazione dell’economia. Hanno dunque avuto un impatto sproporzionato sui più poveri e i più vulnerabili dei venezuelani. Il rapporto stima che siano 40’000 i venezuelani morti a causa delle sanzioni.

Weisbrot e Sachs considerano che le sanzioni corrispondono alla definizione di punzione collettiva inflitta ad una popolazione civile tale com’è descritta nelle Convenzioni internazionali di Ginevra e dell’Aja, le quali sono state firmate anche dagli Stati Uniti. Esse sono dunque illegali dal punto di vista del diritto internazionale, ma anche, secondo gli autori, dal punto di vista del diritto statunitense stesso.

È quello che il movimento di solidarietà con il popolo venezuelano si sforza di denunciare da diversi anni, senza purtroppo avere una grande eco mediatica. ALBA SUIZA conclude: “poco importa la nostra posizione politica, poco importa quello che pensiamo del governo, rappresenta un crimine prendere in ostaggio la popolazione di un paese come fanno attualmente il governo degli Stati Uniti e i suoi alleati, compresa la Svizzera”.